A 60 anni compiuti, la Ferrari fa parte, a tutti gli effetti, dell’aristocrazia mondiale dell’auto. L’azienda, come fabbrica di automobili, nasce l’11 maggio del 1947, sulla pista di Piacenza, con il modello «125 S». Per la fondazione della società occorre, però, fare un passo indietro, al 1929, quando, con il nome di Scuderia Ferrari, Enzo Ferrari, cessata l’attività di pilota, cura lo sviluppo dei modelli da competizione e la partecipazione alle gare per conto dell’Alfa Romeo. Attività che s’interrompe il 30 dicembre 1937, quando la stessa Casa del Biscione decide di sciogliere la Scuderia Ferrari per dare vita all’Alfa Corse. Dopo due anni di collaborazione, Enzo Ferrari abbandona tutto, in contrasto con Wilfredo Ricart, responsabile del servizio Studi speciali. Sebbene riceva una ricca buonuscita, Ferrari ha le mani legate e per almeno cinque anni non può costruire vetture con il proprio nome. Il «Drake», però, ricorre a un escamotage: crea l’Auto Avio Costruzioni, specializzata nella realizzazione di macchine rettificatrici oleodinamiche. Con Gioacchino Colombo e Luigi Bazzi, abili coordinatori dell’ufficio tecnico, Ferrari mette a punto il progetto di un inedito motore di 1500 cm³ a 12 cilindri a V. È il 1945 e questo propulsore si afferma subito come vincente nel settore corse e Gran Turismo. Nel 1947 Ferrari può finalmente produrre una vettura che porta il suo nome, la «125S», dotata del V12 da un litro e mezzo che eroga 118 cavalli a 6800 giri/min. È l’inizio del mito. Nei 60 anni che seguono la Ferrari costruisce la sua leggenda attraverso innumerevoli vittorie e ambitissimi modelli stradali. Nel 1960 la Casa del Cavallino rampante prende la denominazione di Società Esercizio Fabbriche Automobili e Corse (SEFAC), quadruplica la produzione (306 vetture nel 1960, 441 nel 1961, 493 nel 1962, fino alle quasi 1000 unità del 1970) e lancia sul mercato una lunga serie di modelli. Per il figlio Dino, Enzo Ferrari conia un nuovo marchio di fabbrica, che porta il suo nome. Nel giugno del 1987 Ferrari firma il suo ultimo capolavoro: la F40 (2936 cm³, 478 CV). Un anno più tardi, il 14 agosto 1988, muore. La sua eredità è raccolta da Luca Cordero di Montezemolo che, nel 1991, assume la carica di presidente della società, già appartenente alla Fiat. Oltre a rinnovare i prodotti, Montezemolo rilancia anche il programma sportivo: grazie ad Alain Prost la Ferrari torna a vincere in «Formula 1». Ma è il tedesco Michael Schumacher che dal 1996 al 2006 riporta la Casa di Maranello ai trionfi sportivi che merita. Contemporaneamente arrivano i nuovi modelli come la «F 512 M», evoluzione datata 1994 della Testarossa, la F355 Berlinetta GTS del 1994 e la «F355 spider» del 1995; poi la 456 GT e la 575M. Per il cinquantesimo anniversario debutta la F50, che sarà realizzata in soli 349 esemplari fino al 1997. Quindi è la volta della F50, omaggio al mitico «Drake», e della 612 Scaglietti (che prende il posto della 456). I successi di vendite continuano con la F430 (che sostituisce la 360 Modena, la Ferrari stradale in assoluto più venduta di tutti i tempi) e con la 599 GTB Fiorano (che prende il posto della 575M). L’ultima nata è la F430 Scuderia, sviluppata in collaborazione con Michael Schumacher, che la tiene a battesimo l’11 settembre 2007 al Salone di Francoforte.