Area Riservata

Hai dimenticato la password? Clicca qui

Trova la tua auto

Ricerca rapida

usato

nuovo

km0

Marca

Modello

Alimentazione

Prezzo min.

Prezzo max.

Distanza  

da Cap  

Ricerca a testo libero

Inserisci qui le parole chiave

Hai scelto: CITROEN

Una delle più note Case automobilistiche del mondo inizia la propria attività con le forniture militari, per poi passare alle quattro ruote. Al termine della Grande guerra, André Citroën lancia la «Tipo A»: è il 4 giugno 1919 e il luogo scelto per la presentazione sono i Campi Elisi, a Parigi. Subito si rivela un’auto rivoluzionaria: è prodotta in 100 esemplari al giorno, che salgono a 300 nel 1922. Nel 1929 la Casa francese è ai vertici in Europa. I numeri sanciscono il momento di grazia: 450.000 vetture in circolazione, 12.260 macchine utensili, 25.000 operai, 726.000 metri quadrati di officine. Ma la concorrenza di Renault si fa sentire e Citroën può contare solo su due anni di vantaggio. Nel 1934 è la volta della «7 CV Traction Avant», una vettura innovativa ma complessa da costruire, in quanto dotata di carrozzeria monoscocca di acciaio, ruote indipendenti e sospensioni a barre di torsione, freni idraulici sulle quattro ruote con servofreno e, ovviamente, trazione anteriore. Successo e disfatta allo stesso tempo: per la produzione gli impianti dello stabilimento di Quai de Javel devono essere completamente riadattati, con costi molto elevati. La Michelin, principale fornitrice della Casa d’Oltralpe, acquista il 60% delle azioni, ma estromette André Citroën dal consiglio di amministrazione. Nel 1936 tocca alla 2 CV, ma la guerra blocca lo sviluppo del progetto, che sarà riproposto nel 1948. Nel 1955 la Citroën conclude il primo passo verso l’assorbimento della Société des Etablissement Panhard et Levassor, che si completa nel 1965. Vent’anni dopo l’esordio della «Traction Avant», il marchio parigino presenta nel 1955 la «DS 19», destinata a un grande successo sino al 1974, quando sarà sostituita dalla CX. Nel 1967 debutta la «Dyane», erede della 2 CV. Il gioco finanziario della Michelin porta la Citroën, nel 1967, ad assumere il controllo della Berliet di Lione, la più importante fabbrica europea di veicoli industriali. Nel 1968 anche le Officine Maserati di Modena entrano nell’orbita della Casa francese e, nel 1970, arriva l’accordo con Fiat, che però s’interrompe solo tre anni più tardi. Nel 1976 Peugeot acquisisce il 90% del capitale Citroën: nasce il gruppo PSA. Negli anni 90 si soffre l’«apparentamento» con la Casa madre, scontando una certa mancanza di vitalità progettuale, che a sua volta si riflette sui risultati commerciali. Nel segmento delle monovolume l’accordo siglato da Citroën con Peugeot e il gruppo Fiat sancisce la produzione di un veicolo con caratteristiche comuni: Citroën Evasion, Peugeot 806, Fiat Ulysse e Lancia Z. Nel 1992 c’è spazio anche per l’accordo con la cinese Dongfeng, che produce, su licenza, la C2, la «ZX Fukang» e, dal 2006, la «C-Triomphe», una berlina a tre volumi con il pianale della C4. La riscossa arriva al volgere del millennio con le piccole C2 e C3, con la versione cabrio «Pluriel», con la multispazio «Picasso», nonché con una serie di affermazioni nei rally a danno della «matrigna» Peugeot. Il 2004 è l’anno della C4, compatta con motore trasversale, mentre nel 2005 viene siglato l’accordo con Toyota e Peugeot per la costruzione di una citycar, la C1. Nel 2006 la «Picasso» si rinnova e prende, anch’essa, la lettera «C». Nel settore delle berline medie e alte ricordiamo, rispettivamente, la C5, lanciata nel 2000, poi rinnovata nel 2004 e di cui è stata presentata la seconda serie all’inizio del 2008, e l’avveniristica C6, sul mercato dal 2005.


1