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La Ford europea, affiliata alla Casa madre di Detroit, nasce l’8 marzo 1911 in Inghilterra, a Manchester, per produrre su licenza i modelli americani. Soltanto nel 1932, quando viene progettato il primo motore tutto britannico, la Ford GB ottiene l’indipendenza: arrivano la «Ten» e, soprattutto, la «Popular» (poi «Anglia»), che sbaraglia la concorrenza dell’Austin «Seven», fino a quel momento l’utilitaria più venduta Oltremanica. Negli anni 50 la Casa allarga la produzione a berline più grandi, come la «Consul», la «Zephyr» e la «Zodiac». Nel 1959, al Salone di Londra, debutta l’«Anglia» con motore 1.0 e l’insolito taglio «rovesciato» del lunotto. Nel 1962 è la volta della berlina «Cortina», poi disponibile nella versione con motore Lotus 1.6 bialbero. Nel gennaio del 1968 appare una delle vetture più importanti della storia della Casa: si tratta della Escort, un nome che rimarrà a lungo nella tradizione Ford. Dotata di motori di 940 oppure 1100 cm³, viene in breve presentata anche negli allestimenti «Gt» e «Twin Cam». L’immagine sportiva della marca viene ribadita dalla coupé «Capri» del 1969. A partire dagli anni 70 la filiale inglese perde progressivamente d’importanza, anche se non sotto il profilo produttivo, a favore di quella tedesca: i suoi modelli, di fatto, sono gli stessi della Ford teutonica, che, invece, nasce a Berlino nel 1925. L’8 aprile di quell’anno esce, infatti, dalle catene di montaggio la prima «T», sostituita poi, nel 1927, dalla «A». Nel 1931 la fabbrica di Berlino chiude i battenti e l’intera produzione si trasferisce a Colonia. Nel 1932 è la volta della «B», primo ibrido fra la meccanica statunitense e quella europea. Nel 1935 debutta la «Eifel», un’utilitaria con motore quattro cilindri 1200. Nel 1937 l’azienda conta circa 4000 dipendenti. Nel 1939 arriva la «Taunus», con motore proveniente dalla filiale inglese, ma il successo dell’auto viene bloccato dallo scoppio della guerra. La produzione riprende soltanto nel 1948. Nel 1952 è presentata la «Taunus 12M» (la «M» stava per Meistertück, ovvero Capolavoro), capostipite di una lunga serie di modelli che, più volte ammodernati, arriveranno alle soglie degli anni 70. Il decennio precedente è decisamente fortunato per la Ford tedesca, che nel 1962 lancia la nuova «Taunus 12M» con motore 1.2 V4 da 50 cavalli e trazione anteriore e nel ’68 la «Escort», prodotta anche in Gran Bretagna. Da quel momento la gamma si svilupperà parallelamente per i due Paesi. I primi anni 70 sono segnati dal debutto della piccola Fiesta, ispirata alla Fiat 127, cui fa seguito la versione rinnovata della «Escort», con carrozzeria decisamente più spigolosa. Nell’alto di gamma la Ford è presente con la «Granada» («Consul» in Gran Bretagna). La decade seguente vede le nuove versioni di Fiesta ed Escort, mentre gli anni 90 accolgono l’arrivo dei modelli di nicchia, che affiancano quelli più popolari: accanto alla Focus vi sono la Puma, la Galaxy e la Scorpio, ammiraglia di casa nata negli anni 80. Nel settore medioalto del mercato a difendere il nome Ford è la Mondeo, che viene venduta anche negli Stati Uniti. Lo zoccolo duro della produzione europea è, comunque, centrato su Fiesta e Focus; nel 2002 si aggiungono alla gamma la spiderina «StreetKa» e, nel 2003, la monovolume C-Max. Nel 2002 arriva anche la Fusion, una Urban active vehicle un po’ citycar un po’ monovolume derivata dalla Fiesta, mentre la «GT» del 2004 (della quale, alla fine del 2006, viene momentaneamente sospesa la produzione) rinverdisce i fasti della mitica «GT40» degli anni 60. Ultime arrivate, la «Focus Coupé-Cabriolet», presentata al Salone di Ginevra nel 2006, e la nuova Mondeo, tenuta a battesimo, sempre al Salone di Ginevra, nel 2007, mentre a quello di Francoforte è stata svelata la Focus modello 2008.


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